Archivio per febbraio 2009

valigia2Vi siete mai chiesti quanto lavoro c’e’ dietro alla preparazione di un tennista? Quanti sacrifici sono necessari per essere in forma tutte le settimane? È facile essere critici nei confronti dei nostri campioni senza prendere in considerazione quello che hanno dovuto affrontare per arrivare a giocare i tornei più importanti. E’ molto comodo parlare senza avere provato veramente la fatica, le rinunce, senza sapere quante ore ci sono volute per inseguire un sogno che spesso non si avvera. Non sono sicura di voler rivolgere queste parole solamente a coloro che rimangono seduti comodamente sul divano, permettendosi di giudicare senza aver mai vissuto nemmeno un minuto della vita di un’atleta; forse posso indirizzarle anche a coloro che stanno provando a diventare giocatori, persino a chi crede di poter perdere minuti preziosi, dietro alla propria presunzione, all’incapacità di superare qualsiasi ostacolo. Atleta vuole dire credere fino in fondo in sé stessi, essere consapevoli che oggi potrà andare bene e domani male, senza però perdere la fede!

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Lleyton Hewitt è tornato! Dopo l’operazione all’anca che l’ha tenuto lontano dai campi per molti mesi, il campione australiano è di nuovo in grande forma. Nella semifinale del torneo di Menphis ha lottato contro Andy Roddick, perdendo in tre equilibrati set, dimostrando di essere ancora un buon giocatore. Roddick ha poi vinto il torneo, primo trofeo della stagione per l’americano, dopo la semifinale agli Open d’Australia del gennaio scorso. Il tennis più bello è ogni giovedi su puramentecasuale.com, buona visione!

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culturaNel 1997 ho giocato la finale di un torneo di terza categoria contro Fabio Colangelo; tra di noi c’era una certa differenza di età, io ero verso la fine della mia modesta carriera, mentre Fabio era un giovane in ascesa voglioso di diventare un giocatore importante. Naturalmente persi, ero troppo debole per battere un ragazzo dotato di un ottimo talento; allora non sapevo che dietro alle sue doti c’era anche il lavoro del padre Tullio, preparatore atletico intelligente e misurato; dopo un po’ di tempo mi ha fatto piacere proporgli alcune domande. Quanto è diventata importante nello sport, e in particolare nel tennis, la preparazione atletica? La preparazione atletica nello sport non e’ importante, e’ fondamentale! Spesso si dice che i bambini di oggi fanno poca attività fisica, di chi è la colpa? Della mancanza totale di cultura sportiva nel nostro paese. Se è vero che i bambini hanno bisogno di più attività fisica, perché nelle scuole è poco considerata? È poco considerata proprio a causa della mancanza di una vera cultura sportiva, può sembrare banale, invece è la motivazione principale.

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campoVivo in una cornice, vivo in una cornice rettangolare. 23,77 metri di lunghezza, 10,97 di larghezza, sono queste le sue dimensioni, sono ventisette anni che mi ospita. Non credo che potrei chiamare un altro posto casa, in nessun luogo riesco a trovarmi a mio agio come nella cornice. Non ci sono porte da aprire, finestre da spalancare, recinzioni da superare, soltanto linee da calpestare con rispetto, e attenzione. Bianche e dritte, disegnate alla perfezione, delimitano lo spazio dove mi muovo con sicurezza, dove posso camminare, correre, saltare e anche danzare. Non so chi le abbia tirate per la prima volta, e forse nemmeno mi importa, stanno lì per terra a indicare la direzione che desidero seguire, mentre tutto intorno il mondo sembra far finta di nulla. Avanti e indietro, destra e sinistra, conosco ogni centimetro di quello che toccano i miei piedi, potrei chiudere gli occhi, oppure coprirli con una spessa benda, ma sono sicuro che non riuscirei a perdermi. Nel mezzo c’è una rete a cui spesso mi avvicino, perché da quella posizione tutto sembra più facile, più grande, più raggiungibile;

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bambiniPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 13 luglio 2008; Buona lettura!

 

Che mondo strano quello del tennis, che mondo strano il mondo del tennis in Italia! Sta sempre di più assomigliando a quello del calcio, dove tutti si sentono in diritto di esprimere un’opinione, un giudizio, una teoria, naturalmente esatta e autorevole, pur avendo pochissime competenze. Girovagando per la rete a caccia di siti sul tennis da curiosare, è molto facile trovare centinaia di consigli su come allenarsi, non solo sul campo, ma anche dal punto di vista atletico e psicologico. Quello che mi stupisce di più è leggere pochi articoli scritti da persone del mestiere, con alle spalle studi e esperienze di un certo spessore, e tanti invece redatti da genitori alle prese con la carriera dei loro figli praticamente neonati! Così si scambiano su infiniti forum, consigli e suggerimenti sulle accademie, sui tornei, sulle tabelle di allenamento, sui maestri, sulla educazione sportiva dei ragazzi. Niente di male, in fondo internet è uno strumento di condivisone molto utile, se usato con saggezza, tuttavia trovo un po’ inquietante scoprire che i protagonisti di tante attenzioni siano bambini di 8, 9, 10 anni!

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Rafa Nadal non sembra mai sazio; dopo la vittoria in Australia ha raggiunto l’Olanda per giocare un altro torneo. Purtroppo dopo aver faticato non poco nei primi turni, in finale si è dovuto arrendere a Andy Murray, che l’ha sconfitto dopo tre impegnativi set. Per il giocatore spagnolo sono riemersi anche i problemi al ginocchio, che già lo avevano costretto nella stagione passata ad un piccolo stop. Murray invece ha conquistato a Rotterdam un successo insperato, dopo la prova poco felice a Melbourne. Grande tennis ogni giovedi su puramentecasuale.com; buona visione!

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ingannoDedicato a chi ha tramato, può sembrare una rima sciocca, ma tanto stupida non lo è. Dedicato a chi ha tentato il colpo di stato, non è soltanto un’altra facile rima. Dedicato a chi ha superato ogni limite e ora non può più tornare indietro. Dedicato a chi è innamorato dei soldi, del potere e dei suoi torbidi giochi; dedicato a chi è capace di innamorarsi solo di queste cose. Dedicato a chi non ha nemmeno il coraggio di metterci la faccia, ma preferisce restare nell’ombra, eminenza grigia pronta ad approfittare di ogni cosa. Dedicato a chi ha la menzogna disegnata nel dna, e non sa che la verità a volte non ha nemmeno bisogno di essere detta per potersi rivelare. Dedicato a chi vuole tutto per sé,  ed è disposto a non lasciare nulla agli altri; dedicato a chi ora non ha più nulla. Dedicato a chi ha mille maschere, e non le usa a carnevale; dedicato a chi ha perso anche l’ultima delle maschere da indossare. Dedicato agli incantatori di serpenti, ai venditori di fumo, agli illusionisti: peccato doversi confrontare con la dura realtà. Dedicato a chi ha scherzato con il fuoco e si è preso una bella scottatura.

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bussolaNavigo senza bussola, è rotta. Non segna più il nord, il sud, l’est e l’ovest, è ferma a indicare un punto imprecisato all’orizzonte, che non riesco a vedere. Le mie vele sono tagliate, non trattengono più il vento, non riescono più a gonfiarsi; le ferite sono troppo profonde, ed io sono stanco di ricucirle ancora una volta. La terra promessa è avvolta dalla nebbia, nemmeno il binocolo è in grado di scorgerla, eppure sembrava così vicina.

I marinai sono scomparsi uno ad uno, navigo in solitario, abbandonato anche dal mio equipaggio. Forse dovrei buttarmi in mare e farmi trasportare dalla corrente, ma non so nuotare e i pescecani aspettano soltanto di potermi sbranare. Allora alzo lo sguardo verso il cielo, cercando la stella polare e soprattutto dove si nasconde il Buon Dio; invoco queste due guide, affinché possano aiutarmi a trovare la giusta rotta, e sostituirsi alla bussola ormai inutilizzabile. Tuttavia per me le stelle sono fredde, e il Signore non può di certo ascoltare le mie puerili suppliche, ha già tanto di cui doversi occupare.

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amicoPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 4 maggio 2008. Buona lettura!

 

Qualche giorno dopo la gita a Montecarlo, sono andato a vedere la finale di un torneo di quarta categoria, in cui era impegnato un amico; curiosamente il nome del circolo, Molinetto Country Club, ricordava quello dove avevo ammirato tra gli altri Federer e Nadal, anche se questa volta il livello dei giocatori era senza dubbio inferiore. Non vedevo Corrado su un campo da tennis da molto tempo; ci siamo allenati insieme, praticamente ogni giorno, per circa sei anni, periodo in cui abbiamo condiviso gli stessi sogni e speranze sportive. Ricordo alla perfezione l’impegno e la fatica profusi allora, eravamo parte di un ottimo gruppo di ragazzi che al Tc Ambrosiano cercavano di onorare con la massima dedizione, il privilegio di essere stati inseriti nel settore agonistico di un club molto prestigioso. Nonostante io fossi più vecchio di tre anni, giocavamo sempre insieme, e quando ci capitava di affrontarci in partita nessuno voleva perdere; tra di noi c’era un sano odio tennistico, una rivalità che ci spingeva a prevalere l’uno sull’altro: a pensarci oggi mi viene da ridere!

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Primo turno al torneo ATP di Rotterdam, il fresco vincitore degli Australian Open Rafa Nadal affronta l’italiano Simone Bolelli. Una partita non facile, nonostante la differenza in classifica, per il giocatore spagnolo; finalmente un italiano che riesce a tenere testa ai migliori tennisti del circuito. Bolelli è un ottimo giocatore, in crescita nelle ultime stagioni, ma contro il numero uno al mondo non c’è molto da fare, al massimo si può vincere un set e poi soccombere! Il tennis più interessante è ogni giovedi su puramentecasuale.com, buona visione!

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