Archivio per marzo 2009

clessidraUn granello di sabbia si è depositato in fondo all’anima, anche oggi. Un granello di sabbia si è depositato in fondo all’anima, anche oggi. Un granello di sabbia si è depositato in fondo all’anima, anche oggi. Domani un altro granello di sabbia si depositerà in fondo all’anima. Domani un altro granello di sabbia si depositerà in fondo all’anima. Domani un altro granello di sabbia si depositerà in fondo all’anima. Ogni giorno un granello di sabbia è destinato a depositarsi in fondo all’anima. Ogni giorno un granello di sabbia andrà a depositarsi in fondo all’anima. Ogni giorno un granello di sabbia si deposita in fondo all’anima. Scende senza far rumore, conosce la strada, dove fermarsi. Sembra innocuo, inerme, privo di vita; invece trova sempre un altro a cui attaccarsi, per diventare forte, più grande, pericoloso. Ama rimanere nascosto, per crescere senza essere disturbato, non bisogna di luce, di acqua, necessita soltanto di tempo. Non è il granello della clessidra, che cade scandito dall’abitudine, forzato dalla mano capace di rovesciarla a piacimento.

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urlarePubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 30 marzo 2008. Buona lettura!

 

È venerdì notte, ho mal di schiena, sono molto stanco. Ho appena spento il televisore, mi sono addormentato sul divano per pochi minuti come un bambino, stravolto per aver giocato troppo. Ancora penso alla arrabbiatura che mi sono preso nel pomeriggio; ero furibondo, sentivo il sangue ribollirmi nelle vene, le mani tremavano, le mie parole erano onde che travolgevano tutto, una tempesta di distruzione. Un attimo di rabbia vanifica cento anni di pazienza, oggi ero disposto a giocarmeli tutti. È venerdì notte, il silenzio mi aiuta a riordinare le idee; non sono pentito, non voglio esserlo. Ho le mani calde, scotto come se avessi la febbre, per fortuna ho già sputato fuori il veleno. Perché Giuda ha così tanti seguaci? Perché Caino ha così tanti amici? Perché? Mi fermo a pensare, ma non trovo le risposte che sto cercando.

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Non è stata una finale esaltante, almeno per Andy Murray. Rafa Nadal sembra proprio imbattibile, anche il torneo di Indian Wells porta la sua firma, confermando così la prima posizione mondiale. Dopo aver salvato cinque match point contro Nalbandian, lo spagnolo ha avuto vita facile nell’ultimo incontro contro lo scozzese, che in semifinale aveva battuto Roger Federer. Ora il circuito cambia costa, dalla California alla Florida, per arrivare a Miami, dove tutti possono rimettersi in gioco e sperare in risultati migliori. Il tennis più bello è sempre ogni giovedi su puramentecasuale.com, buona visione e buon tennis a tutti!

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perdonoIl perdono è una faccenda che riguarda solo la coscienza; il condono invece fa riferimento ad una legge. Il perdono è un atto di fede, il condono un regalo. Il perdono si può invocare, al condono aderire; il perdono può avere un prezzo altissimo, mentre il condono è soltanto uno sconto. Chi concede il perdono compie l’azione più nobile, chi usufruisce del condono pensa solamente a sé stesso. Arrivare a comprendere la grandezza del perdono richiede tempo e fatica, significa essere riusciti a mettere da parte risentimenti e sete di vendetta, per aprire una nuova via alla comprensione. Cogliere l’opportunità di un condono è semplicemente un altro affare da sbrigare, un veloce tornaconto da afferrare al volo, senza troppi pensieri, ma con una mano ben salda sul portafogli. È lecito dare il proprio perdono a tutti, senza bilance su cui pesare il valore, sempre inestimabile; è lecito approfittare del condono, contando il danaro salvato, risparmiato, magari sottratto. Senza perdono la coscienza svanirebbe nel nulla, il cuore sarebbe solo una pompa meccanica, fatta funzionare per pura necessità di sopravvivenza.

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primaveraLa primavera è arrivata, ha afferrato il testimone dall’inverno, ha richiamato il sole ed ha svegliato la natura, invitandola a prepararsi per uscire in tutta la sua bellezza. I mesi invernali sono stati lunghi, freddi e faticosi, almeno per me; averli alle spalle è motivo di grande sollievo, quasi fossi finalmente riuscito ad abbandonare una pesante zavorra. Tra qualche giorno comincerò a giocare all’aperto e mi sembrerà di rinascere, di respirare una nuova aria, pulita, leggera, vera. Devo avere un po’ di pazienza prima di lasciare definitivamente i campi coperti; in questo periodo sono molto caldi, assomigliano ad una sauna, ma a me non dispiace, indosso ancora il maglione di lana, guardato come un matto dai ragazzi, che non capiscono come possa resistere vestito così. Intanto i tornei interni sono iniziati, gli allievi si danno battaglia nel tentativo di vincere la tanto desiderata coppa, che solo i primi quattro potranno sollevare durante la festa di fine corso. Io invece sto portando a conclusione l’ultimo torneo dei quattro che ogni anno organizzo, un impegno che mi obbliga a trascorrere al circolo ventidue fine settimana consecutivi: arrivare alla fine significa potermi concedere finalmente una buona dose di relax e stare un po’ per conto mio.

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solitudine2Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 13 aprile 2008. Buona lettura!

 

Cerco spesso la solitudine, ne ho bisogno; mi serve per pensare, per riposare, per scrivere. In alcuni momenti è la mia compagna preferita, a cui non devo raccontare nulla, di cui non devo ascoltare nessun discorso. La invito a stare con me quando desidero la pace, la tranquillità che nemmeno un grande amore per ora ha saputo darmi. Mentre scrivo sono solo, mi alzo dalla sedia per cercare la giusta ispirazione, pochi passi in salotto nel silenzio di casa. Questa solitudine non fa paura, anzi riesce a farmi sentire libero, è per questo motivo che l’accolgo senza indugi ogni sera. La stagione degli allenamenti sta per concludersi, tra meno di due mesi i corsi saranno finiti. In questo periodo le presenze sono poche, i ragazzi si dedicano allo studio, forse per recuperare qualche brutto voto, e sperare di terminare l’anno in maniera positiva. Per me si avvicina il tempo dei bilanci, i pensieri si soffermano sulle cosa fatte e non su quelle da fare; la stanchezza che vedo negli allievi è anche la mia, insieme dobbiamo tenere duro, non possiamo sprecare il lavoro iniziato a settembre.

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Roger Federer diventerà padre; è questa la notizia che lo ha accompagnato al suo ritorno sui campi dopo la finale persa contro Nadal in Australia. A Indian Wells sotto il sole cocente della California, lo svizzero sta cercando di tornare a giocare il suo miglior tennis. Ennesima sfida contro Ivo Karlovic, e nuova vittoria contro il gigante croato; vestito tutto di nero, Roger sembra essere in buona forma, desideroso di arrivare fino in fondo al torneo, magari per battersi ancora con Rafa Nadal. Grandi scambi e forti emozioni, perchè il tennis più bello è ogni giovedi solo su puramentecasuale.com! Buona visione e buon tennis a tutti!

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sfuggireC’è qualcosa che mi sfugge; qualcosa che non riesco a comprendere completamente, sebbene appaia così chiara. È come leggere più volte la stessa pagina di un libro e non cogliere il significato: qualcosa purtroppo sfugge. Qualcosa rimane oscura, simile ad un segreto, e anche se si rivela all’orizzonte è soltanto un beffardo miraggio. Allora mi affanno nel tentativo di raggiungerla e farla mia, ma è l’ennesima illusione, ancora mi sfugge. È come fallire un match point dopo l’altro, l’ultimo punto che mai si concretizza; c’è qualcosa che mi sfugge, mi manca, e non so nemmeno dove cercare.

 

Andrea Villa

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puzzleI pezzi riposano nella scatola; disordinati, mischiati senza alcuna attenzione, sono incapaci da soli di incastrarsi nel modo giusto. Devono comporre una figura, ma attendono che qualcuno li tiri fuori e riesca ad unirli, per formare il tutto. Piccole parti di qualcosa di più grande, di cui ogni tassello ha la medesima importanza. Pazienza, dedizione, tempo, sono indispensabili per fare un buon lavoro, ma anche una sottile capacità di intuizione, di fantasia e fortuna. L’inizio è fondamentale, il primo pezzo è la calamita a cui attaccare tutti gli altri, il centro di gravità, il luogo dove ogni cosa può nascere: scegliere da dove partire significa decidere il proprio destino. Le mani e gli occhi sono gli strumenti da cui dipendere, per vedere, cogliere e cominciare a dare un volto alla figura, per farla apparire in tutta la sua bellezza. Un poco alla volta, lentamente come se non rimanesse altro da fare, un avvicinarsi e ritrarsi delle dita seguendo l’unica trama possibile, un filo che conduce alla perfezione.

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wimbledonPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 11 maggio 2008; buona lettura!

 

Mancano poche settimane alla fine dei corsi, e come tradizione l’ultima parte della stagione è riservata alla disputa dei tornei interni. Dal mini tennis fino alla preagonistica, tutti gli allievi sono impegnati nelle gare da cui usciranno i vincitori che anche questo anno verranno premiati nella consueta festa finale. È piacevole vedere i ragazzi giocare finalmente con una certa motivazione, il torneo riesce a motivare tutti, le partite sono quasi sempre di buon livello, per la soddisfazione del maestro, dei partecipanti e dei genitori. Sono queste le occasioni in cui si è in grado di comprendere quanto gli allenamenti abbiano inciso, ma soprattutto chi ha un maggiore rendimento in un contesto agonistico. Tranne qualche raro caso, agli allievi preme piazzarsi bene nelle gare di fine corso, e quando la prestazione è notevole, capita che si meraviglino di come possano giocare a tennis. Personalmente sono un forte sostenitore del confronto, vorrei che accadesse il più spesso possibile, in fondo è l’unico mezzo per formare un atleta, qualunque disciplina egli abbia scelto di fare.

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