Nikolay Davydenko trionfa nel torneo di Amburgo. In una finale piuttosto agevole ha battuto il francese Mathieu, incapace di controbattere il gioco da fondo campo dell’avversario, dotato di un anticipo veramente notevole. Sul cemento di Indianapolis successo invece per Ginepri su Querrey, anche qui in due rapidi set, in una finale non molto emozionante, nonostante la presenza di due giocatori americani. Da segnalare in campo femminile la sconfitta della nostra Sara Errani in finale a Portorose, in Slovenia; la giocatrice italiana è stata battuta 75 al terzo set da Dinara Safina, in una partita molto lottata, che poteva avere un andamento diverso. Questa settimana il circuito si divide ancora tra la terra rossa europea, precisamente ad Umago e Gstaad, e il cemento di Los Angeles in California. Sempre a riposo i primi della classifica mondiale, in attesa del prossimo Master Series in programma a Montreal il 10 di agosto, dove faranno il loro rientro in campo Rogere Federer e Rafa Nadal. Intanto il tennis più bello è ogni giovedi su puramentecasuale.com; buona visione!
Archivio per luglio 2009
Questa settimana il circuito di divide tra la terra rossa di Amburgo e il cemento di Indianapolis. Il torneo in Germania non fa più parte dei cosiddetti Master Series, di conseguenza non sono presenti alcuni dei migliori giocatori al mondo. L’anno scorso la finale fu tra Federer e Nadal con la vittoria dello spagnolo in tre combattuti set. Lo svizzero dopo il trionfo a Wimbledon dovrebbe rientrare a Montreal l’otto di Agosto; c’è attesa anche per il ritorno alle gare per Nadal, fermo da Roland Garros, annunciato proprio per il torneo in Canada. I problemi fisici che l’hanno tenuto fermo nelle ultime settimane sembrano risolti, i suoi sostenitori possono sperare di rivederlo di nuovo in ottima forma. C’è curiosità riguardo alle sue condizioni, le ginocchia gli hanno causato parecchi fastidi, forse una sosta era necessaria, dopo tante stagioni molto tirate. Sarebbe bello ritrovare Federer e Nadal magari in finale, per godersi un altro scontro al vertice, dopo il sorpasso dello svizzero, che si è ripreso la prima posizione nella classifica mondiale. Naturalmente il tennis più bello è ogni giovedì su puramentecasuale.com! Buona visione!
Lo scorso fine settimana si sono giocati i quarti di finale della Coppa Davis. Storico risultato per Israele, che per la prima volta riesce a raggiungere le semifinali dopo aver battuto a sorpresa la Russia. Incontrerà la Spagna, che ha avuto la meglio sulla Germania, dopo un incontro molto emozionante. Gli Stati Uniti hanno ceduto alla Croazia, mentre la Repubblica Ceca ha sconfitto l’Argentina, decisiva la vittoria nell’ultimo match di Stepanek contro Monaco. E’ stato invece Cilic a dare il punto decisivo alla Croazia, sostenuto dal numeroso pubblico, che ha accompagnato il giocatore di casa punto dopo punto, contro il malcapitato Blake. Le semifinali si giocheranno dal 18 al 20 settembre, week end in cui anche l’Italia sarà impegnata nello spareggio per ritornare in serie A. Il sorteggio ci ha opposto alla Svizzera di Federer e Wawrinka, un incontro sulla carta proibitivo; chissà se sui campi in terra rossa del centro sportivo di Valletta Cambiaso, alle porte di Genova, la nostra squadra riuscirà a fare il miracolo, e approdare così al tabellone principale della Davis nel 2010. Roger ha dichiarato la sua presenza, questa è forse l’unica occasione in cui sarà lecito tifare contro il fresco trionfatore di Wimbledon. Naturalmente il tennis più bello è ogni giovedi su puramentecasuale.com; buona visione!
Per sapere come si fa la storia bisogna chiedere a Roger Federer; vincere Wimbledon per lui è quasi abituale, ma se questo corrisponde a entrare definitivamente nell’olimpo degli dei del tennis, allora è tutta un’altra faccenda. Sesto successo sull’erba londinese, prima posizione mondiale riconquistata, ma soprattutto quindicesimo torneo del Grande Slam vinto: mai nessuno era arrivato a tanto. In tribuna Pete Sampras ha assistito al sorpasso ad opera dello svizzero, che ha dovuto però sottoporsi ad una maratona per staccare il titolo numero quindici. Davanti ha trovato il miglior Andy Roddick della carriera, che ha impegnato Federer fino al punteggio finale di 16-14 nel quinto set. Grande gioia contro grande delusione; questo esprimevano le facce dei due campioni, l’americano è sembrato molto scosso dopo la sconfitta, forse consapevole di aver giocato un incontro praticamente perfetto. Quanto a Roger per un pò vivrà di rendita, cullando un altro trofeo, in attesa della nascita del primo genito; il circuito si sposta verso il continente americano, dove sta per iniziare la stagione sul cemento, che vedrà il suo culmine con Flushing Meadows, ultima prova dello Slam. In attesa del rientro di Rafa Nadal, il tennis più bello è ogni giovedì su puramentecasuale.com! Buona visione!
Murray-Roddick e Haas-Federer sono queste le semifinali del Torneo di Wimbledon. Grande attenzione naturalmente sullo scozzese Andy Murray che vorrebbe riportare il titolo in terra britannica, dove manca da tempo immemore. Contro Roddick non avrà vita facile, decisiva sarà la risposta al servizio, visto che l’americano è dotato di una battuta molto potente. Nell’altra semifinale il favorito è Roger Federer che cercherà di fermare le ambizioni del tedesco Haas, tornato ai livelli di quando era numero quattro al mondo. I due si sono incontrati meno di un mese fa a Roland Garros, dove lo svizzero ha dovuto rimontare due set per portare a casa l’incontro, che lo ha lanciato verso il primo indimenticabile successo in terra parigina. Orfani di Rafa Nadal, alle prese con l’ennesimo infortunio, da segnalare le grandi prove di Hewitt e Ferrero, entrambi ex numeri uno, capaci contro pronostico di arrivare fino ai quarti di finale. In particolare l’australiano ha dato un’altra dimostrazione di coraggio e tenacia, perdendo solo 64 al quinto contro Roddick. Domani semifinali, ma il tennis più bello è ogni giovedi su puramentecasuale.com, buona visione! |
Avere un’opinione diversa da quella degli altri? Non è possibile. Avere anche soltanto un’idea diversa da quelle degli altri? È vietato. Guardare le cose da un’altra angolazione? Roba da matti. Cercare di capire le ragioni altrui? Non si deve fare. Andare oltre le apparenze? È sconsigliato. Non accettare un’unica verità? Cose da pazzi. Desiderare pari diritti ed uguali doveri? Meglio non farlo. Avere la medesima considerazione per tutti? È proibito. Farsi beffe del classismo che ci circonda? Faccende per perditempo. Far sentire la propria voce fuori dal coro? Meglio tacere. Guardare la realtà con occhi diversi? Inutile. Ascoltare ciò che gli altri hanno da dire? Affare sconveniente. Dubitare invece di affidarsi sempre alla certezza? Non è un bene. Scendere in profondità, piuttosto che sfiorare la superficie? Troppo faticoso. Essere creativi, fantasiosi, originali? Cose da dissidenti. Pensare come gli altri? Possibile. Avere le stesse idee degli altri? Permesso. Guardare le cose dalla stessa angolazione ogni volta? Roba da savi. Non comprendere le ragioni altrui? Si deve fare. Fermarsi alle apparenze? Consigliato. Accettare l’unica verità?
C’è una sottile linea di confine. Una demarcazione che non si può attraversare. Una divisione in cui nessuna scelta è permessa. Di qua, oppure di là. Da questa parte, da quella parte. Nessun passo avanti è possibile, nessun passo indietro. Vorrebbe dire negare l’essenza, strappare le radici dell’essere, mentire. Dare e avere. Una sottile linea di confine li separa. Generosità ed egoismo. Si affacciano sullo stesso binario. Non si toccano mai. È vietato oltrepassare. Un cartello avverte i passanti. Per togliere ogni tipo di tentazione. Di qua, oppure di là. Gli uomini si dividono. Qualcuno da, qualcuno prende. Una vecchia faccenda. Non così facile. Non così netta. Almeno oggi. Tutti abbiamo qualcosa da dare. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa. Qualcuno cammina e pensa. Calcola. Conta. Scrive. Appunta. Mette in fila. Tira fuori il righello, la squadra e il compasso. Somma. Moltiplica. Divide. Sottrae. Soppesa ogni grammo con il bilancino. Poi finalmente da, naturalmente per avere. Non dimentica nulla. Ricorda i volti, segna le quantità, fissa le parole. Stipula un contratto.
Interrogo il vento. Aspetto il suo arrivo, in modo che possa indicarmi la direzione da prendere. Domando all’invisibile, a ciò che non si può nemmeno toccare. Non ho bisogno di parlare, di far uscire un suono dalla bocca, di mettere una dietro l’altra le parole necessarie; cerco soltanto risposte, a domande che non possono averne. Sono immobile, il tempo e lo spazio non esistono, potrei essere ovunque, e in qualunque momento. Chiedo all’intangibile di darmi un segno, qualcosa che assomigli almeno ad un inganno, con cui placare il mio tormento. Può l’inconsistente guidarmi con la sua leggerezza? Sorrido, mentre interrogo il vento. Non sono uno sciamano, non sono uno stregone, sono soltanto un comune mortale: per questo combatto con la mia indecisione. Se ci fosse una via di fuga la cercherei, poi la attraverserei fino in fondo, sospinto dal silenzio che accompagna chi è capace solo di scappare. Tuttavia tale scelta mi è preclusa, sebbene sarebbe quella a me più adatta: svanire passo dopo passo e non comparire più.
È notte. Una calda notte d’estate. I miei pensieri sono silenziosi, rimangono appena abbozzati nella testa, quasi a confondersi con la quiete di un’altra notte solitaria. È il divano ad accogliere la mia stanchezza, non ci sono braccia che si allungano verso di me, nessun dolce sguardo a tentarmi. È buio, la luce si è ritirata, per approdare altrove, dove è attesa, sapendo che sta arrivando. All’orizzonte si scorge appena l’ultima scintilla del giorno, che muore per me, rinasce per altri; inseguo quel bagliore lontano come una speranza, ma è tardi, è notte, devo rassegnarmi. Mi alzo a fatica, ogni parte del mio corpo deve fare un tremendo sforzo per spostarsi, e illudersi di aver conservato un po’ di vita; il cuore batte al risparmio, e l’anima sospira invece di respirare con regolarità. Non so che cosa abbia senso, se fissare dal balcone una comune notte d’estate possa riservare una sorpresa, e non soltanto l’ennesima riflessione, un altro groviglio di sensazioni confuse. Il caldo è un muro impossibile da abbattere, anche se tra le nuvole appare una certa agitazione, il tentativo di unirsi e formare un temporale, per calmare la temperatura bollente e dare anche a me un po’ di ristoro.
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