Archivio per ottobre 2009

censura4Insegnare a insegnare. A questo dovrebbe servire la scuola maestri. Un argomento delicato, pieno di contraddizioni, cambiamenti e differenti vedute: i risultati invece sono sotto l’occhio di tutti. Chi conosce un po’ da vicino il mondo del tennis, è consapevole della necessità di una riforma del corpo insegnanti, da troppo tempo lasciati al loro destino, tra abusivismo e tentativi di celebrità. Non voglio dilungarmi troppo sulla situazione attuale, nemmeno criticare le persone che hanno operato fin d’ora, desidero solo fare una proposta, una nuova visione capace di smuovere le acque stagnanti in cui si trovano i maestri da un po’ di tempo. Saranno due i corsi a cui potranno partecipare gli aspiranti insegnanti; uno dedicato a chi dovrà insegnare nelle cosiddette SAT, un altro riservato a coloro che vorranno cimentarsi esclusivamente con il settore agonistico. In questo modo subito verrà dato un preciso indirizzo, che avrà poi corrispondenza nel mondo del lavoro. La selezione non sarà più fatta secondo la classifica dei candidati, perché tutti dovranno sostenere una prova di gioco, ed un colloquio personale, per poter essere ammessi al corso a cui tenteranno di accedere. Le lezioni saranno per la maggior parte pratiche, affinché si impari veramente ad insegnare, e non si ricevano solamente fredde nozioni difficilmente applicabili sul campo.

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Poche immagini della finale di domenica scorsa del torneo di Stoccolma, tra Marcos Baghdatis e Olivier Rochus, con la vittoria del cipriota per 61 75. Questa settimana si sta giocando a Vienna dove Andreas Seppi ha perso al primo turno contro il ceco Jan Hajek, un avversario non irresistibile: 76 57 63 il punteggio. A San Pietroburgo sconfitte ancora nel primo match per Fabio Fognini, 64 61 contro l’ucraino Marchenko, e per Potito Starace, 64 62 contro il russo Andreev. A Lione invece Lorenzi e Bolelli non si sono comportati meglio; il primo ha perso subito contro Becker 62 62, mentre il secondo è stato sconfitto da Simon con un doppio tie break. Un periodo non esaltante per il tennis maschile, soprattutto se paragonato al momento che stanno vivendo le ragazze. Il 7 novembre giocheranno infatti a Reggio Calabria la finale di Fed Cup, con Flavia Pennetta che dopo il problema al ginocchio si sta allenando per recuperare la condizione. Errani, Schiavone, Vinci e Pennetta le convocate azzurre; Serena Wiliams, Oudin, Glatch e Huber quelle degli Stati Uniti. Il tennis più bello è ogni giovedi su puramentecasuale.com! Buon visione!

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segniCerco di interpretare i segni. Cerco e non riesco. Li vedo, non passano inosservati ai miei occhi, ma il loro significato continua a sfuggirmi. Vorrei avere una guida, un traduttore simultaneo, un vocabolario dove trovare l’esatta sfumatura, per non cadere in errore. Basta poco, un guizzo ed ogni cosa diventa chiara, la chiave che apre verso il futuro, nella serratura giusta. Basta così poco da avere un peso enorme, una tempistica perfetta, un soffio capace di spostare mari e monti. Li vedo, ed è già un passo avanti rispetto al passato, in cui passavano senza destare la minima attenzione: almeno per me. A volte li invoco, li chiamo affinché vengano ad illuminarmi, a dare conferma alle mie sballate teorie, che raramente coincidono con un corretto ragionamento. I segni sono fondamentali, a disposizione di tutti, non hanno prezzo, ma un valore inestimabile. Invidio chi è capace di coglierli con facilità, come si potrebbe fare con un bel fiore, da odorare con bramosia. L’invidia mi porta fuori strada, verso l’imitazione, la confutazione di me stesso, così perdersi è un attimo, l’ennesimo vagare privo di destinazione.

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palla3Sono ancora le ragazze a ottenere i risultai migliori, anche a fine stagione. Francesca Schiavone conquista il torneo di Mosca battendo in una finale a senso unico la bielorussa Olga Govortsova, 63 60 il punteggio di una partita mai in discussione. Per l’italiana è il successo più importante della carriera, alla dodicesima volta in finale, ma solo al secondo successo. Purtroppo Flavia Pennetta è stata costretta al ritiro al primo turno per un problema al ginocchio, speriamo che possa recuperare in pieno per la finale di Fed Cup del 7 novembre a Reggio Calabria contro gli Stati Uniti. Anche Sara Errani si è dovuta arrendere ad un piccolo infortunio nel match d’esordio contro la canadese Wozniak. Sempre a Mosca vittoria nel tabellone maschile per il russo Mikhail Youznhy, che ha sconfitto 64 al terzo il serbo Tipsarevic; il nostro Starace ha perso al secondo turno contro il vincitore del torneo, mentre Fognini ha perso subito contro il qualificato Kukushkin, capace di arrivare fino in semifinale. A Stoccolma successo del cipriota Marcos Baghdatis, che ha avuto ragione del belga Olivier Rochus: 61 75 il punteggio. Unico italiano presente, Andreas Seppi battuto da Soderling al secondo turno in due set, senza lottare molto. Si è giocato anche in Lussemburgo, dove ha vinto la svizzera Timea Bacsinszky in finale sulla tedesca Sabine Lisicki; RobertaVinci ha perso al secondo turno dalla vincitrice del torneo, mentre Maria Elena Camerin ha perso al primo contro la qualificata Polona Hercog. Questa settimana in campo maschile si gioca a San Pietroburgo, Vienna e Lione, mentre in quello femminile è di scena il Master con le migliori otto giocatrici al mondo: a Doha grande spettacolo offerto dalle ragazze!

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crescereQualunque tipo di crescita richiede un certo tempo, quasi sempre dettato dalla natura, quindi impossibile da cambiare, soltanto da rispettare. Sono necessari anni per vedere completati i cambiamenti in una persona, dal punto di vista fisico, ma anche da quello intellettuale. Lo osservo sui ragazzi che alleno da alcune stagioni, ancora li ricordo piccoli di statura e alle prese con un vocabolario ristretto, per poi all’improvviso trasformarsi in individui molto dotati atleticamente, e capaci di ragionamenti complessi. Le esperienze vissute sommate al normale trascorrere del tempo, operano un continuo mutamento, un vero lavoro di cesello: i bambini di ieri diventano gli uomini di oggi. Persino dal punto di vista sportivo è facile analizzare quanto la crescita influenzi le prestazioni dei giovani atleti, che devono confrontarsi con un corpo ed una mente in continua evoluzione, sottoposta ogni giorno a nuovi stimoli, da filtrare e fare propri. Da insegnante di tennis, devo per ovvi motivi considerare i diversi tempi di sviluppo dei ragazzi che alleno, cercando di rispettare al massimo i tempi imposti dalla natura. Non amo i talenti precoci, i campioni nella culla, chi brama per bruciare le tappe; so benissimo che la vita e di conseguenza anche lo sport, sta andando verso questa direzione, tutto e possibilmente subito, ma è una strada che non mi piace.

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censura5Come annunciato venerdì scorso ecco il primo di una serie di articoli in cui suggerirò quali sono secondo me i cambiamenti da portare al tennis italiano, per effettuare una vera svolta in positivo. La situazione in cui si trova la conoscono tutti; è inutile sottolineare ancora una volta gli insuccessi, le difficoltà, le delusioni, piuttosto è arrivato il momento di proporre alcune soluzioni che finalmente riescano a smuoverlo dallo stallo in cui si trova da più di trenta anni. Le polemiche devono essere messe da parte, bisogna trovare nuove idee e persone in grado di applicarle, mai coinvolte prima d’ora, vergini da un sistema che da troppo tempo ha incancrenito qualunque meccanismo del tennis nostrano. Per fare la rivoluzione, perché di questo si tratta, si deve partire dalla dirigenza, da chi ha il compito di “governare”, di far funzionare ogni cosa. Non voglio ricordare come si è fatto nel passato, quali siano stati i metodi di scelta, gli intrecci che hanno mantenuto certe persone ben salde sulle loro poltrone, non mi interessa. Il vento che desidero far soffiare, arriva per spazzare via ogni ombra del passato, non lasciare nulla, semplicemente cancellare.

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La sintesi della finale del Master 1000 di Shanghai tra Davydenko e Nadal: vince il russo 76 63, sorprendendo lo spagnolo ancora non al massimo della condizione. Questa settimana si sta giocando  a Stoccolma dove Seppi ha passato il primo turno e deve giocare al secondo contro Soderling. A Mosca Fognini è stato battuto subito dal qualificato Kukushkin 64 al terzo, mentre Starace dopo aver vinto con la wild card Donskoy ha perso contro Youznhy 61 61. In campo femminile sempre nella capitale russa, doppio ritiro al primo incontro per Errani e Pennetta, mentre Francesca Schiavone è approdata al secondo turno dove incontra Monica Niculesco. In Lussemburgo Maria Elena Camerin ha ceduto il passo a Polona Hercog, mentre Roberta Vinci ha perso al secondo turno contro la svizzera Bacsinszky. Ancora a riposo Roger Federer, che rientrerà a Basilea, dove ha vinto le ultime tre edizioni. Il tennis più bello è ogni giovedì su puramentecasuale.com; buona visione!

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mirrorNel mio appartamento ci sono alcuni specchi, uno per ogni stanza. Li ho appesi per potermi sempre guardare in faccia, per non avere un posto dove nascondermi, nemmeno in casa. Hanno tutti una cornice pregiata, fatta su misura, incastrata ad arte, per contenere  la mia immagine riflessa. Non posso sfuggirli, fermi mi inseguono ovunque vada, unica compagnia, impossibile da scacciare nemmeno se tentassi. Cammino e gli occhi cadono con facilità nel riflesso, si cercano, si trovano; non è una trappola, un modesto tranello, piuttosto un’attraente calamita. È strano fissare sé stessi, un altro sé stesso prigioniero in una dimensione sconosciuta, dentro uno specchio; apparentemente uguali, identici, rovesciati, vicini sebbene molto distanti. Interrogare è un esercizio abituale, parlare ad un riflesso, e crederlo capace di risposte; la conversazione ha un’unica direzione, andata senza ritorno, eppure continuo a farlo. Se un pazzo mi potesse vedere crederebbe di essere sano. La verità si è rifugiata al di là, la scorgo appena sul mio volto, che passa da uno specchio all’altro, con un ordine preciso: sparisce e in un attimo ricompare.

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palla2Un Rafa Nadal ancora irriconoscibile esce sconfitto dall’ultimo atto del Master 1000 di Shanghai; è quindi il russo Nicolay Davydenko ad alzare il trofeo, dopo un incontro che mai è sembrato potergli sfuggire. Dopo aver vinto il primo set al tie break, nel secondo ha chiuso agevolmente 63, dimostrando che la vittoria in semifinale con Djokovic non era frutto del caso. In un torneo costellato dai ritiri e dagli infortuni, l’unico italiano presente è stato Fabio Fognini, bravo a superare le qualificazioni, battere Gulbis al primo turno, per poi cedere a Djokovic pur disputando un buon match. In campo femminile buone notizie per il tennis italiano, a Osaka Francesca Schiavone ha raggiunto la finale, persa con l’australiana Samantha Stosur: 75 61 il punteggio; ottimo torneo per Francesca, peccato aver mancato l’appuntamento decisivo. A Linz invece la vittoria è andata a Yanina Wickmayer, che ha sconfitto Petra Kvitova 63 64; Flavia Pennetta era accreditata della prima testa di serie, ma ha purtroppo perso in semifinale dalla vincitrice del torneo, dando praticamente addio alle speranze di qualificarsi al Master. Anche Sara Errani è stata battuta dalla Wickmayer nei quarti, mentre Roberta Vinci ha perso al primo turno sconfitta dalla tedesca Groenefeld. Questa settimana si gioca nel circuito maschile a Stoccolma, unico italiano presente Andreas Seppi, e a Mosca, con Starace e Fognini; anche le ragazze sono nella capitale russa, con Pennetta, Schiavone ed Errani a caccia di un buon piazzamento, mentre Roberta Vinci ha preferito l’Open del Lussemburgo. Intanto Roger Federer è ancora fermo, lo svizzero tornerà nel torneo casalingo di Basilea la prima settimana di novembre.

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studiareStudiare o giocare? Cercare di essere uno studente modello oppure dedicarsi allo sport, magari al tennis? Ambire ad una laurea o provare a diventare un buon giocatore? Usare il tempo libero per vedere gli amici, rincorrere le ragazze, o usarlo per gareggiare, facendo un torneo dopo l’altro? È sempre una questione di priorità, di scelte individuali, di capire che cosa mettere in cima alla lista delle cose più importanti: naturalmente tutte le decisioni portano ad alcune inevitabili quanto dolorose rinunce. Chi troppo abbraccia nulla stringe, chi non è capace di operare un taglio, di lasciare da parte qualcosa, rischia di essere travolto dalle tante faccende, e di non approfondire nessuna di queste. Credo che ogni età abbia precise situazioni da non sottovalutare, da seguire con grande attenzione ed impegno, per non vederle restare indietro senza poter rimediare in seguito. Lo studio attraversa un periodo della vita ben prestabilito, serve a fornire le conoscenze necessarie per trovare il proprio posto nella società; è indispensabile, sebbene sia difficile comprendere perché lo si debba fare con tanta assiduità.

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