meteoI giorni della merla ci hanno portato una consistente dose di freddo, una nuova spruzzata di neve, temperature da record sotto lo zero. Dall’altra parte del globo, l’estate ha toccato il suo punto più alto, il sole si è mostrato in tutta la sua forza, scaldando, scottando e in qualche occasione bruciando. Gli Australian Open sono stati invasi, come di consueto, da un pubblico numeroso, appassionato, competente, e pronto a godersi uno spettacolo imperdibile, esaltato dalla stagione più bella. Le previsioni si sono rivelate esatte, nessun dubbio alla fine del torneo, i meteorologi hanno fatto il loro dovere; qualcuno dice che non fosse poi così difficile, altri invece hanno sottolineato la bravura, la capacità di capire come il tempo sarebbe potuto cambiare, partita dopo partita. Poche sono state le nuvole che hanno attraversato il cammino di Roger Federer, leggere come i suoi passi, ma inconsistenti quanto gli avversari. Una brezza ristoratrice in mezzo al deserto, una tiepida folata in una dolce serata estiva, il vento che accompagna solamente i veri giocatori: ecco che cosa è lo svizzero. Nessuna pioggia ad intralciarlo, a bagnare i meccanismi oliati alla perfezione, nemmeno una lieve perturbazione a disturbare le sue mosse, il cielo per lui è sempre stato sgombro.

Agli dei dell’olimpo è concesso uno scenario limpido, un palcoscenico fatto di colori chiari, pieni di luce: il lampo che illumina il primo giocatore al mondo. Andy Murray ha cercato di lasciare la pioggia a casa, di dimenticarla tra i bagagli smarriti all’aeroporto, ci è riuscito fino al giorno della finale. Per lui le nubi sono comparse al momento sbagliato, e subito hanno coperto il sole, il sereno che l’avevano condotto ad un passo dal successo. Un gocciolare doloroso, mescolato al sudore della sconfitta, e al sale delle lacrime che tanto avrebbe voluto tirar fuori. Il terremoto Jo Wilfried Tsonga è rimasto ai piedi della scala Mercalli, ma anche di quella che gli sarebbe servita per salire tra i grandi. Non gli è bastato tentare di rivoltare il terreno, di sconquassarlo, di rovesciarlo con forza e violenza: le protezioni antisismiche di Federer hanno bloccato ogni danno possibile. La nevicata che non ti aspetti, quel fuori stagione imprevedibile, quando il guardaroba è ormai cambiato: Marin Cilic si è insinuato subdolo, ma anche sfacciato, cercando di ribaltare le stagioni. Un tentativo quasi riuscito, un colpo di stato vicino al completamento, caduto davanti ad uno scozzese per nulla spaventato. Nikolay Davydenko si era presentato come un uragano, un potente ciclone pronto a distruggere tutto, avversari compresi. Un nemico devastante, giunto dalla glaciale Russia, con pochi sentimenti, ma tanta voglia di lasciare il segno. Come gli era accaduto in passato, si è presto trasformato in una piccola tempesta, destinata a sfogarsi nelle ristrettezze di un bicchiere d’acqua. Non tutti resistono sotto il sole cocente, bisogna essere abituati, avvezzi a filtrare i suoi raggi, e renderli innocui. Novak Djokovic si è sciolto come un timido fiocco di neve, evaporando alla prima vera difficoltà, per trasformarsi in un sottile filo di fumo, e scomparire nel nulla. Tuoni e fulmini. Il diavolo che gioca a bocce. Il cielo squartato da luci e suoni, il caos. Rafa Nadal non è più un demonio. È appena lo sbiadito ricordo di un temporale estivo, passeggero e fugace, incapace di restare a lungo. Chissà se un giorno fuoco e fiamme torneranno a fare terra bruciata. La grandine che rovina il raccolto, grande come una pallina da tennis. Juan Martin Del Potro ha provato a fare di nuovo il guasta feste, a scagliare dal cielo il solito profluvio di colpi: è miseramente precipitato, inoffensivo tra le braccia del perfido croato. I meteorologi hanno azzeccato ogni previsione, nessuna critica è concesso muovere contro di loro. Il bello e il cattivo tempo appartengono ancora allo stesso Re, davanti al suo trono poche deboli nubi si intravedono all’orizzonte.

Andrea Villa

2 Risposte a “Senza Categoria (4) Previsioni del tempo”
  1. I found your blog on MSN Search. Nice writing. I will check back to read more.

    Eric Hundin

  2. Daniele scrive:

    Semplicemente fantastico! Come Zeus dall Monte Olimpo, così il Divino Roger Federer domina tutti i suoi avversari.
    (Un commento breve, che tuttavia riassume l’immensa grandezza di Federer!!).

    Al federeriano Andrea Villa!!

Scrivi un Commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>