Archivio per la Categoria “Repliche”

campic194Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 15 giugno 2008; buona lettura!

 

Ieri si è chiusa la 44° edizione del torneo Avvenire; tra una pioggia e l’altra portare a termine regolarmente la manifestazione è stato molto difficile. Anche in occasione delle finali il cattivo tempo era uno spettro pronto a disturbare il gioco, per fortuna tutto è andato per il meglio, con grande sollievo per il circolo, i giocatori, il pubblico e la televisione. Lavorare nell’organizzazione di un torneo così prestigioso mi rende ogni volta un po’ più orgoglioso; per una settimana mi sembra di respirare un’aria diversa, di essere parte di qualcosa che rimarrà nella storia del tennis, una storia fatta da futuri grandi campioni. Appese alle pareti della segreteria del club ci sono le foto scattate nelle vecchie edizioni dell’Avvenire, sono tanti i ragazzi che hanno giocato sui campi di Via Feltre, sperando un giorno di diventare giocatori importanti, per me vederli dannarsi l’anima per tenere viva questa speranza è sempre piacevole.

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chiusoPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 3 agosto 2008; buona lettura!

 

Dalla finestra della cucina entra un muro di caldo, forse se tenessi tutto chiuso sentirei meno l’afa, o forse dovrei ragionevolmente mettere l’aria condizionata in casa. Aspetto che cali il buio per continuare a scrivere, intanto cerco di mettere ordine fra i pensieri che ogni estate affollano la testa. Porto il computer sul balcone, prendo una sedia e mi accomodo sperando che arrivi un po’ di fresco; in fondo quando è inverno non vedo l’ora che aumenti la temperatura, per togliere i vestiti pesanti e mettermi finalmente in maglietta e pantaloncini, ora vorrei che succedesse il contrario! Mentre tento di firmare l’ennesimo articolo, osservo la strada sotto casa, le rare automobili che passano rompono il piacevole silenzio, nessuno si azzarda a camminare solo, l’autobus passa senza badare alle fermate, quasi non vedesse l’ora di arrivare al capolinea.

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finePubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 1 giugno 2008; buona lettura!

 

La stagione degli allenamenti è ormai arrivata al termine; una settimana sola ci separa dalla chiusura della scuola tennis, l’estate è alle porte, le sospirate vacanze a portata di mano. Nove mesi sono lunghi, tante le giornate passate al Circolo con i ragazzi, molte le lezioni; come ogni anno la stanchezza prende il posto dell’energia e dell’entusiasmo iniziali, una pausa ora è necessaria, per ricaricare il fisico e trovare nuove motivazioni. Per me si conclude l’undicesimo anno come maestro del TC Ambrosiano, a volte questo tempo mi sembra che sia volato in un attimo, altre durato un’eternità, trascorsa a rincorrere palline e tentare di insegnare il gioco del tennis. Confesso di essere particolarmente contento di questa stagione; sono molto ambizioso ed esigente nel mio lavoro, tuttavia quello che ho portato avanti da settembre ad oggi mi fa ben sperare per il futuro. Detesto il ripetersi anonimo delle cose, dentro di me c’è sempre il desiderio di proporre qualcosa di nuovo, di diverso, che lasci una traccia indelebile, imponendo magari piccoli grandi cambiamenti, possibilmente verso il meglio.

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brucemiPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 29 giugno 2008; buona lettura!

 

Ci sono notti in cui è solo il sonno ad attenderti, e sei così stanco che nemmeno i sogni hanno voglia di venirti a trovare, in fondo non potresti ricordarli. Ci sono altre invece, dove riesci a toccare la vita nella sua essenza, e pensi che il tempo sia soltanto una fastidiosa invenzione, mentre tenti di fermarlo, nonostante corra più veloce dei tuoi desideri. Per fortuna ci sono i ricordi, conservati con forza, a farci tornare indietro, a far rinascere sensazioni, a convincerci di aver attraversato qualcosa di speciale, che purtroppo è volato via veloce come un battito di ciglia. Mi piace camminare, mercoledì l’ho fatto per un lungo tratto in solitudine e in silenzio, ascoltando con curiosità le voci dei passanti, che come me cercavano di ritrovare la strada verso casa; ognuno di loro esprimeva un’opinione, e tra slanci e sorrisi immetteva nell’aria di Milano una dose di felicità capace di curare la malinconia di una città ormai addormentata fra le braccia dell’afa estiva.

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oltrePubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 10 febbraio 2008; buona lettura!

 

I primi segnali di primavera si sono avvertiti nella settimana appena conclusa; la pioggia battente ha lasciato il posto al sole, la temperatura si è alzata di qualche grado, le nuvole sono scomparse. Durante l’inverno il grigio domina le giornate di Milano, esso sembra appiattirsi sull’asfalto, e insieme alla nebbia inghiotte tutto quello che incontra. Una mattina mentre mi stavo recando al circolo, la viva luce del sole mi ha messo di buon umore; il cielo era così sereno che in lontananza si potevano vedere le montagne. Allora mi sono fermato per godermi lo spettacolo, un evento raro da non farsi sfuggire; i monti sembravano lontani, ma vicini allo stesso tempo, imbiancati dalla neve che presto si sarebbe arresa alla primavera. Quel magnifico orizzonte mi aveva rapito, ma i miei occhi volevano andare oltre, per scoprire che cosa ci fosse dietro; sento sempre il desiderio di vedere più in là, non mi fermo soltanto dove può arrivare la vista.

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pasquaPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 23 marzo 2008; buona lettura!

 

Ieri notte ho fatto un sogno: ho sognato di poter fare qualunque cosa, ho sognato di non dover rendere conto a nessuno, ho sognato di non avere un coscienza. Ieri notte ho sognato di poter ordinare agli altri quello che devono fare, ho sognato di potere evitare i loro sguardi, ho sognato di non dovere ascoltare ciò che hanno da dirmi. Ieri notte ho sognato di avere le mani sporche, ho sognato di tentare di pulirle senza riuscirci, ho sognato di non essere capace di una carezza. Ieri notte ho sognato di avere soltanto nemici, ho sognato di non conoscere la parola amore, ho sognato di non avere bisogno di un cuore in mezzo al petto. Ieri notte ho sognato di essere un vincente, ho sognato di farmi beffe degli avversari, ho sognato di avere una pistola al posto della racchetta. Ieri notte ho sognato di non avere memoria, ho sognato di tirare sempre indietro la mano; ho sognato di potere vedere solamente il riflesso della mia immagine. Ieri notte ho fatto un lungo sogno: ho sognato di essere solo, ho sognato che non me ne importava nulla, ho sognato di non avere il coraggio di ammetterlo.

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Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 27 aprile 2008; buona lettura!

 

La sveglia suona implacabile alle 4:30 del mattino; subito prendo in mano il cellulare e telefono a Marco per tirarlo giù dal letto: tra tre quarti d’ora devo passare a prenderlo sotto casa. Dopo una velocissima colazione mi preparo e scendo, tiro fuori l’automobile dal box e carico la prima passeggera, Antonella, che per fortuna abita di fianco a casa mia. È notte, Milano è deserta, sono pochissime le persone che incontriamo lungo la strada: alle 5 in punto citofoniamo a Chiara e suo cugino Marco, pochi minuti di attesa e rapidi ripartiamo. L’altro Marco ci mette un po’ a scendere, non è bastato averlo svegliato prima dell’alba con una telefonata, comunque siamo in anticipo, la sua lentezza non è un problema. Arriviamo al punto di incontro poco prima della partenza, il pullman non c’è ancora, ma davanti al Quanta Sport Village sono tutti pronti per la gita. Mia sorella Elisa, che insegna lì, ci accoglie insieme alla maestra Emanuela Zoni responsabile della scuola tennis, è tutto pronto, i campioni ci stanno aspettando.

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urlarePubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 30 marzo 2008. Buona lettura!

 

È venerdì notte, ho mal di schiena, sono molto stanco. Ho appena spento il televisore, mi sono addormentato sul divano per pochi minuti come un bambino, stravolto per aver giocato troppo. Ancora penso alla arrabbiatura che mi sono preso nel pomeriggio; ero furibondo, sentivo il sangue ribollirmi nelle vene, le mani tremavano, le mie parole erano onde che travolgevano tutto, una tempesta di distruzione. Un attimo di rabbia vanifica cento anni di pazienza, oggi ero disposto a giocarmeli tutti. È venerdì notte, il silenzio mi aiuta a riordinare le idee; non sono pentito, non voglio esserlo. Ho le mani calde, scotto come se avessi la febbre, per fortuna ho già sputato fuori il veleno. Perché Giuda ha così tanti seguaci? Perché Caino ha così tanti amici? Perché? Mi fermo a pensare, ma non trovo le risposte che sto cercando.

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solitudine2Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 13 aprile 2008. Buona lettura!

 

Cerco spesso la solitudine, ne ho bisogno; mi serve per pensare, per riposare, per scrivere. In alcuni momenti è la mia compagna preferita, a cui non devo raccontare nulla, di cui non devo ascoltare nessun discorso. La invito a stare con me quando desidero la pace, la tranquillità che nemmeno un grande amore per ora ha saputo darmi. Mentre scrivo sono solo, mi alzo dalla sedia per cercare la giusta ispirazione, pochi passi in salotto nel silenzio di casa. Questa solitudine non fa paura, anzi riesce a farmi sentire libero, è per questo motivo che l’accolgo senza indugi ogni sera. La stagione degli allenamenti sta per concludersi, tra meno di due mesi i corsi saranno finiti. In questo periodo le presenze sono poche, i ragazzi si dedicano allo studio, forse per recuperare qualche brutto voto, e sperare di terminare l’anno in maniera positiva. Per me si avvicina il tempo dei bilanci, i pensieri si soffermano sulle cosa fatte e non su quelle da fare; la stanchezza che vedo negli allievi è anche la mia, insieme dobbiamo tenere duro, non possiamo sprecare il lavoro iniziato a settembre.

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wimbledonPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 11 maggio 2008; buona lettura!

 

Mancano poche settimane alla fine dei corsi, e come tradizione l’ultima parte della stagione è riservata alla disputa dei tornei interni. Dal mini tennis fino alla preagonistica, tutti gli allievi sono impegnati nelle gare da cui usciranno i vincitori che anche questo anno verranno premiati nella consueta festa finale. È piacevole vedere i ragazzi giocare finalmente con una certa motivazione, il torneo riesce a motivare tutti, le partite sono quasi sempre di buon livello, per la soddisfazione del maestro, dei partecipanti e dei genitori. Sono queste le occasioni in cui si è in grado di comprendere quanto gli allenamenti abbiano inciso, ma soprattutto chi ha un maggiore rendimento in un contesto agonistico. Tranne qualche raro caso, agli allievi preme piazzarsi bene nelle gare di fine corso, e quando la prestazione è notevole, capita che si meraviglino di come possano giocare a tennis. Personalmente sono un forte sostenitore del confronto, vorrei che accadesse il più spesso possibile, in fondo è l’unico mezzo per formare un atleta, qualunque disciplina egli abbia scelto di fare.

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