Archivio per la Categoria “Speciale”
Scritto da: Andrea in Speciale
L’assolo parte all’improvviso. Tra un canale e l’altro esce pescato per caso, impossibile non riconoscerlo. È mezzanotte e piove a dirotto, ma l’acqua sul parabrezza non si sente, scivola con rispetto, senza il solito ticchettio. La radio programma e non si domanda, emette suoni pur producendo emozioni. La città è un deserto, è tardi per una passeggiata, presto per cominciare l’ennesima giornata. La notte è una coperta che avvolge, la musica tiene svegli chi è costretto a vivere, ad andare o semplicemente a tornare. La strada sembra una lingua biforcuta, bagnata e viscida. Una mossa sbagliata, una leggera distrazione: scivolare via è questione di un attimo. L’assolo inizia con un soffio deciso, lungo e potente. Il tasto del volume implora di essere schiacciato, certe occasioni sono irripetibili. Le casse si gonfiano subito, mostrano il petto con fierezza, vogliono farsi notare. I finestrini tremano di piacere, conservando all’interno le note, quasi strette in un abbraccio. Non ci sono parole, non c’è bisogno di parlare. Tutto è racchiuso nell’ascolto, in una forma di preghiera.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Una gentilezza. Un po’ di pazienza. Comprensione e cortesia. Un cioccolatino. Dolce e sincero. Un gesto semplice. Un piccolo pensiero. Una parola buona. Da dire e da ricevere. L’aiuto banale, ma prezioso. Una carezza sul viso. A curare il dolore. A spegnere il fuoco che brucia nella ferita. Un po’ di sano sollievo. Quello non chiesto, ma di grande bisogno. Una sorpresa. Quello che non ti aspetti, ma tanto gradisci. Inezie dal peso specifico importante. Una gentilezza da ricordare. Da tenere presente. Da non dimenticare. Così fuori tempo, da essere sempre puntuale. Una goccia di pazienza. Potente pozione che riporta la calma. Permette all’equilibrio di tornare. Al caos di scomparire. Un elementare agire. Gratuito e senza valore. Di enorme valore. Una mano aperta. Offerta liberamente. Impossibile rifiutare. Non apprezzare. Pensare a un tornaconto. Una vera cortesia. Slancio improvviso. Istinto benevolo. Un ramoscello di ulivo. La pace che soltanto si sogna. Un fiore profumato. L’ebrezza nell’aria che attraversa le narici. Un sorriso regalato. Una porta sul mondo, sulla felicità. Una gentilezza dal sapore inconfondibile. Fragranza da catturare. Da non lasciar andare via. Da portare con sé.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Un sacco pieno di lettere. Un regalo, un gentil dono. Impacchettato, infiocchettato, pesante. Facile da aprire, un lieve tirare è sufficiente. Una mano schiude, l’altra si infila curiosa. Una punta improvvisa, uno stiletto. Ahi, che male. Che fastidio, un po’ di sangue. Una goccia rossa. Meglio indagare con gli occhi. Un sacco colmo di lettere. Vocali e consonanti, maiuscole e minuscole. Colorate, bianche e nere. Tante, tantissime. Quante saranno? Da dove arriveranno? Senza mittente, senza destinatario. Soltanto un grosso pacco, una scatola. Incastrate, incatenate, intrecciate. Da tirar fuori o lasciare così come sono? Mettere ordine o preferire la confusione? Non c’è molta scelta. Una ad una, una alla volta. Con pazienza, con metodo, e poco altro. Le mani attente, le punte escono a colpire. Meglio lavorare con cautela. Il pavimento. Per terra. È l’unica soluzione. Alla rinfusa, un guazzabuglio, una accozzaglia. Un po’ di qui, un po’ di là. Le grandi e le piccole. Quelle che si somigliano, le indivisibili. Le maniche rimboccate. Tirate su. Un lavoro lungo, il sudore e la schiena che duole. Il sacco comincia a svuotarsi. Piano. Lettera dopo lettera. Da dentro a fuori. Fino all’ultima rimasta.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Complimenti! Posso soltanto alzarmi in piedi e battervi le mani. Bravi! Un vero capolavoro merita un’ovazione. Quando si stabilisce un primato è giusto celebrare l’impresa, esaltare chi l’ha compiuta. Un lungo applauso deve sempre accompagnare certe gesta. È inevitabile, diventa ripetitivo, ma necessario: complimenti! Che gioia poter assistere a tanto splendore, ad uno spettacolo così eccitante. So di essere molto fortunato. Tante volte i miei occhi hanno assistito a meraviglie, questa le supera tutte. Sono quasi commosso, ho i sensi pervasi da una felicità sconosciuta. Posso soltanto farvi i miei più sinceri complimenti! Grazie per avermi regalato tanta contentezza in una occasione così importante. Mi avete fatto capire molte cose, offerto una nuova ed autentica visione del mondo. Ora la vita ha un altro sapore, un gusto di verità mai provato prima. Non resta che inchinarsi, mettersi in ginocchio davanti al talento, alla bravura, al genio. Ancora complimenti, non so cosa aggiungere. Sono senza parole. Spero possano bastare le mie sentite congratulazioni. È un momento indimenticabile, da conservare nella memoria, fra i ricordi più cari.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Non è un quiz da riempire. Nemmeno uno stupido gioco. Vero o falso? Una scelta da fare. Decidere da quale parte stare. Distinguere. A chiare lettere. Trovare l’evidenza. Non commettere un errore. Un errore soltanto. Sbagliare non è consentito. È una questione di una certa importanza. Tra inganno e verità. Tra l’autentico e il bugiardo. Tanti, troppi, quasi tutti. Non vedono, non sentono, non parlano. Fanno semplicemente finta. Vero o falso? Una domanda innocua, innocente. Facile rispondere. Elementare superare la linea di demarcazione. Il confine. Di qua oppure di là. Non è un concorso. Non basta colorare un piccolo quadrato. Bisogna decidere. Al bando le opinioni. Le interpretazioni. Solo fatti. Cadere in fallo non è permesso. Vero o falso? La differenza. Una concreta diversità. La speranza dell’eterno duello. Mai fare scambio. Mai mescolarsi. Mai diventare una cosa sola. Separate dalla nascita. Fino alla fine dei giorni. Non è uno scherzo leggero. Una burla con cui farsi quattro risate. L’equivoco non è ammesso. Vero o falso? Un lavoro quotidiano. A piene mani. A cuore aperto. Profondere trasparenza. A mani chiuse. A cuore morto. Profondere sporcizia. Non è un passatempo. Nemmeno un banale divertimento.
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Scritto da: Andrea in Speciale
In alto. Sempre di più. Un po’ alla volta. Centimetro dopo centimetro. Prendere l’asticella e portarla su, fino ad un nuovo limite. Non è un gioco. Non è nemmeno una gara. Non ci sono primati da battere. Solo qualcosa da raggiungere. Qualcosa da toccare. Qualcosa per cui alzare l’asticella. Lo sguardo rivolto verso l’alto. Sempre di più. Gli occhi sgranati alla ricerca. La mente incollata all’unico pensiero. Le idee raggruppate verso l’unica soluzione. Le energie incanalate verso l’unica direzione. Centimetro dopo centimetro. Fino ad un nuovo limite. Arrivare e superare. Superare ed arrivare. Niente può essere d’intralcio. Nessuno può mettersi in mezzo. Indecisione, dubbio, incertezza. Parole senza senso. La visione è chiara. Le ombre sono lontane. Solo un banale ricordo. Scalare il cielo. Trovarne un altro. Un altro ancora. Bucare le nuvole. Passarle centimetro dopo centimetro. Prendere l’asticella e portarla con sé. In alto, sempre di più. Il tempo non chiede, lascia fare. Osserva perché conosce. È abbastanza. È tutto. Tutto il tempo di cui si ha bisogno. Non è un puerile gioco. Una corsa a caccia di un primato. Un cronometro da battere. Un avversario da umiliare.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Sfiorare il cielo con una dito, precipitare fino a toccare il fondo: una sinusoide. L’alto e il basso, indissolubilmente legati, estremi della stessa corda. Un cappio che stringe troppo forte, una fune gettata verso la libertà. Tra il buio inchiostrato della notte, e l’abbagliante fulgore del giorno. Grandi slanci e rumorose cadute: un’altra sinusoide. Salire e scendere, arrivare in cima e tornare giù; l’alternarsi continuo, l’inizio che coincide con la fine. Una morbida linea, fatta di curve, perfette come quelle di una bella donna. Il lento arrampicarsi e il veloce rotolare, il mordace afferrare e il tardivo stringere. Una collezione di sinusoidi. Vincere. Lasciarsi tutti alle spalle. Perdere e trovarsi tutti davanti. Essere ed esserlo stato. Ammalarsi per guarire, guarire per ammalarsi di nuovo. Credere che sia finita per sempre; accorgersi che ogni cosa è destinata a tornare. Un tuffo fino nelle profondità, riemergere dal nulla. Nascere, morire e rinascere ancora; tornare da dove si è venuti, al punto di partenza, e ricominciare. Soltanto l’ennesima sinusoide. La potenza dell’amore, le ali sotto i piedi; la pesantezza della solitudine, una zavorra per l’anima. Innamorati oggi, soli domani, felici e disperati un attimo dopo.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Millenni fa e qualche giorno. La vecchiaia un dono. Esperienza, saggezza, conoscenza, vita vissuta. Una lunga strada percorsa tutta a piedi. Maestro, santone, stregone, consigliere. Portatore di una parola buona, di una carezza, di umanità. Una conquista, un abisso di fatica per arrivare, profondo come una ruga: una delle tante. Il tempo soltanto un regalo, un pacchetto senza sorpresa, un orpello privo di valore, da lasciare alla scalpitante gioventù. Tutto il possibile dietro le spalle, davanti l’attesa dell’inevitabile, del non poter più prendere. Vecchio, bianco, fiero e libero. Nessuna vergogna, niente da nascondere, nulla da scoprire. Seduto nel tempio, cercato come una divinità, dal discepolo, dal miscredente, dal bisognoso. Una risposta sempre pronta, ponderata, attraversata, sibillina. Oro colato, prezioso da tenere stretto, gioiello non barattabile. Millenni tramandati, storie raccontate, magie passate di mano in mano: vecchie come il mondo. Oggi e qualche giorno. La vecchiaia un peso. Stanchezza, decadimento, malattia, in fin di vita. Una lunga strada percorsa quasi inutilmente. Ancora giovane, anziano, sempre più giovane, mai vecchio.
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Scritto da: Andrea in Speciale
Che cosa nascondi? Che cosa stringi nelle mani chiuse? Che cosa tieni così stretto? Quale segreto non puoi rivelare? Quale mistero muove le tue azioni? Quale ambiguo arcano ti rende sfuggente? Lo leggo nei tuoi occhi. Perché chiudi ogni accesso? Perché resti tanto lontana? Perché non ci sei mai? Come è successo? Come è accaduto? Come è capitato? Lo sento nel tuo silenzio. È soltanto un gioco? È solamente un’astuzia? È appena una malizia? Oppure è tutto studiato? Oppure è pensato fin nei particolari? Oppure è un vero artificio? La natura non inganna. Quando crollerai? Quando aprirai le mani? Quando allenterai la presa? Se sarai costretta? Se sarai convinta? Se non ti importerà più? Conosco già la risposta. Ancora continui ad affilare le armi? Ancora continui a preparare i colpi? Ancora continui ad avvelenare la tue frecce? Da chi vuoi difenderti? Da chi ti senti attaccata? Da chi devi proteggerti? Non sono io. Il muro è ben alzato? Il castello ben custodito? Il territorio ben delineato? La cassaforte chiusa? Lo scrigno sigillato? I preziosi? In giro è pieno di ladri. C’è una chiave? C’è un trucco? C’è una sola possibilità? Dove è la soluzione? Dove si trova? Dove l’hai nascosta?
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Scritto da: Andrea in Speciale
C’è tempo, non c’è mai abbastanza tempo. In anticipo, in ritardo, di fretta oppure con calma: fare in tempo. Arrivare in tempo, muoversi per tempo, guardare continuamente il tempo. Il primo e il secondo tempo, magari i supplementari, e il recupero: non finisce mai il tempo. Il miglior tempo, il tempo limite, l’ultimo tempo utile. Il tempo che rimane, il poco tempo, il tempo libero; sprecare il tempo, avere tanto tempo, occupare il tempo. Ai miei tempi, il tempo che fu, quello passato, presente e il futuro. I tempi andati, quelli che vorrei, tornare indietro nel tempo: la macchina del tempo. Il tempo di una sigaretta, di un batter di ciglia, scandire il tempo, tenere il tempo, il tempo perduto. Dare tempo al tempo. Che tempo fa? Previsioni del tempo, un tempo da cani. Il tempo di risposta, quello di reazione, il bello e il cattivo tempo. Ingannare il tempo, in tempo reale, chi ha tempo non perda tempo. A due e quattro tempi, a tempo indeterminato, determinato, parziale: ad ognuno il suo tempo. Colpire nel tempo giusto, ammazzare il tempo, stringere o allungare i tempi: il tempo che manca.
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